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Caro governo sull'energia occorre una sveglia al collo

4 Luglio 2011 alle 17:00

Il premier stesso dopo lo sganassone del nucleare aveva detto in parlamento, e giustamente, che bisognava puntare sulle rinnovabili. Togliere gli incentivi ora - praticamente a un quarto dell'opera - farà perdere anche questa partita energetica al nostro paese. Senza nucleare siamo già di serie B, ma senza aiuto alle rinnovabili in una congiuntura che vede tutto il mondo remare in quella direzione - per di più in un paese che ha tutto il vento, l'idro, il geotermico e il sole che occorre - si va dritti in serie D o anche più giù. Sostenere le rinnovabili vuole dire sostenere quella poca innovazione che ancora rimane, vuole dire avere la speranza che lo sviluppo possa contare su qualcosa di italiano che lo fa girare alla base - come mandiamo avanti le piccole e medie industrie che ci rimangono, gli alberghi della riviera ligure, i resorts delle isole, e tutto quanto può fare sviluppo? Ricolfi ha avvertito che e' difficile fare tagli mirati laddove ci sono gli sprechi, ma non aveva certo proposto di tagliare laddove c'è un sicuro valore aggiunto. Tremonti, dopo quest'ultima prova di cecità-sordità-mutismo, "à les troi singes" va mandato fantozzianamente sulla bicicletta-volano ad accendere le lampadine, che immagino non siano certo "energy efficient", di via XX settembre. Andrebbe bene anche solo per una mezzoretta, tanto per rendersi conto che cosa vuole dire la parola "energia". Lo immagino con magliettina verde-leghista, numero di gara 2013, cappellino tricolore ma un asinello da (partito) democratico come sponsor, visto che dopo quest'ultimo colpo di genio, le prossime elezioni le ha regalate all'opposizione. Sempre che non abbia voglia di indossare anche una sveglia al collo, programmata per l'ultimo giorno prima del voto in Parlamento.

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