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No alla frustatina domenicale

1 Luglio 2011 alle 11:25

Dissento, come ho già avuto modo di scrivere, dalla vostra campagna per i negozi aperti di domenica, provvedimento che potrà forse dare una frustatina alla nostra economia asfittica, ma al prezzo di contribuire (poco? tanto?) all’aumento del tasso di disumanità della nostra società. Non a caso è stato proposto dalla prode ministra Brambilla, molto più attenta a cani, gatti, canarini e zecche che non ai cristiani. Fatte le dovute proporzioni, è come la legge sul divorzio: scelta di libertà, sulla quale a nessuno verrebbe mai in mente di tornare, ma che sull’umano ha fatto più danni di uno tzunami. Il riposo domenicale è un po’ come la monogamia: non è scritto nella legge naturale, ma conviene all’uomo (e alla società). E poi conviene farlo assieme. Giorni festivi sfasati: tu sei a casa mentre familiari, amici o amanti lavorano, e viceversa… sai che bello! Vogliamo una sferzata per l’economia? Impiegati a lavorare 6 giorni alla settimana (magari con orario più corto), invece che uscire alle due il venerdì, e negozi aperti fino a tardi la sera. Ma lasciate stare la domenica.

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