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L'Italia ha bisogno di concretezza e di fermezza

1 Luglio 2011 alle 12:25

Varata la nuova manovra finanziaria nel Consiglio dei Ministri del 30 giugno, più che esprimermi in merito - cosa che lascerei fare direttamente agli addetti ai lavori - le prime considerazioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi mi inducono a fare già un'obiezione: "oggi in Consiglio dei Ministri è arrivato un testo già largamente condiviso" spiega Berlusconi, che fa capire come il testo della manovra debba prima di tutto ottenere i plausi di tutti per arrivare anche al punto che "l'opposizione accetti il confronto senza pregiudizi". Non contesto il savoir faire del Premier né tanto meno il suo sforzo di giungere a dei compromessi che possano unire politicamente il Paese anziché dividerlo, ma il voler credere ancora ciecamente nella bonarietà e nella volontà della sinistra di venire incontro al governo e di prestarsi ad una sorta di "governo di larghe intese" se necessario al fine di pensare soltanto al bene comune. Mi dispiace di non riuscire a credere in questo tentativo soprattutto in un momento in cui l'opposizione sta facendo di tutto per affossare l'esecutivo e con esso il suo Presidente del Consiglio. Ne è una riprova la strumentalizzazione delle ultime amministrative basate su pura demagogia e nessuna concretezza. Ciò che invece occorre all'Italia è una reazione positiva, piena di orgoglio, di senso di responsabilità, una sferzata di ossigeno che aiuti gli italiani a credere ancora nella propria classe politica ed in una sorta di rinascita del paese.

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