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A proposito di pensioni...

1 Luglio 2011 alle 09:00

I politici nostrani iniziano a spostare in avanti l'età pensionabile per tutti quelli nati tra il '55 e il ' 65, e nel frattempo, cambiando le regole per avere il meritato compenso di vecchiaia. A nessuno sfugge che trattasi di un modo molto subdolo e grossolano di spostare in avanti uno "tsunami" di dimensioni bibliche. I cittadini della generazione in questione sono coloro che di fatto pagano lo sforzo più grande per tenere in piedi uno stato sociale, ancora decente. Precariato, casse integrazioni,pensioni ai nostri padri assegnate con criteri "folli" per lo stato attuale,invalidità a gogo,donne e uomini che sotto i 45 anni sono andati in pensione ecc. ecc. Tale svuotamento delle casse dell' inps, se non ci sono giovani che lavorano e contribuiscono,ingresso di manodopera qualificata e inserita bene chi lo rimpingua??? Il debito fatto dalla precedente generazione e che oggi ci costringe a non avere sviluppo e a dare opportunità ai giovani, lo stiamo pagando noi del '55-'65 con la prospettiva di dover continuare a lavorare fino ad oltre 70 anni se vogliamo vivere decentemente. Una cosa i politici non riescono a prevedere: la probabile rabbia che monterà e che porterà in strada milioni di arrabbiati con la disperazione negli occhi per quanto hanno(poco) e per quello dato(tanto) e sprecato.

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