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Tutti uguali per denaro

30 Giugno 2011 alle 16:30

A dicembre del 2010, un ispettore del lavoro entra in un cinema per un controllo e compila il verbale perché alla cassa trova la mia compagna che vi lavora da ben 5 anni in nero. Pochi giorni dopo la stessa viene lasciata a casa. E fin qui niente di nuovo perché casi simili sono all'ordine del giorno in Italia. ci siamo rivolti ad un patronato sindacale. Abbiamo spiegato l'accaduto e ci hanno indirizzato presso lo studio legale e recupero crediti, dicendoci che era un loro studio legale consociato. Questo a gennaio 2011. Passano i mesi, forniamo l'avvocato incaricato tutta la documentazione che avevamo (tantissima: doc. firmati, verbali siae, deleghe della società proprietaria del cinema e i nominativi di 3 testimoni) e si arriva alla consegna del prospetto di quanto dovrebbe corrisposto per i 5 anni. Ci viene inviata dall'avvocato via mail copia della documentazione. La stampiamo, la leggiamo per quanto ci è possibile. Andiamo dall'avvocato e questa ci fissa un incontro con la persona che ha fatto questi conteggi x alcune lacune. Quando accenno ad alcuni errori o sviste chiedendo che vengano rifatti.....booom! Veniamo cosi a scoprire che l'avvocato non era loro e perdipiu noi non eravamo neanche appoggiati al patronato come ci aveva lasciato intendere l'avvocato. Mi chiedo... ci sarà un limite in questo paese? A consolazione però mi rimane l'onestà e la disponibilità di quel funzionario dell'empas che quando lo abbiamo contattato nel suo ufficio a fatto quanto era in suo potere per tranquillizzare la mia compagna e consigliarci e per una volta

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