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Il paradosso di un infuocato moralismo inventato

30 Giugno 2011 alle 12:13

E. Scalfari settimana scorsa su La Repubblica ha ribadito un concetto filosoficamente a lui caro e direi portante per larga parte della cultura laicista. Nell'articolo (“l’invenzione del bene e del male”) scrive: “bene e male sono concetti elaborati dalla nostra mente per dare un contenuto etico alle nostre azioni e un senso alla vita”. Eppure è proprio da quell'ambiente che oggi arrivano le più accanite e infuocate battaglie moralizzanti, che puntano il dito verso coloro che sono colpevoli di degradare la morale,offendere la dignità delle persone e dare scandalo alla società. A me pare che le persone non siano più in grado di trarre le conseguenze logiche derivanti dalle premesse che sostengono. Dove trovo la forza per indignarmi rispetto all'infrazione di un qualcosa che non esiste? qualcosa che è solo un invenzione soggettiva e non necessariamente accettatta all'unanimità, limitata nel tempo e nello spazio dalla cultura presente. Non è forse violenza puntare il dito dicendomi che ho fatto un male di tua invenzione? Non è forse l'aver ridotto il bene e il male, a delle invenzioni per tirare a campare, una delle vere cause del degrado morale? Ha ragione Chesterton quando dice: “Il mondo moderno ha subìto un tracollo mentale, molto più consistente del tracollo morale”.

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