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Un paese straordinario

28 Giugno 2011 alle 18:30

Dopo esserci dovuti sorbire le lezioni veteromarxiste sull'illecito profitto da sottrarre a quei cattivoni dei “privati” che, in ottemperanza alle infami regole del capitalismo, ci chiedono addirittura la remunerazione del capitale in tariffa per avere osato effettuare investimenti di miliardi di euro nella disastrata rete idrica italiana. Dopo il trionfo della vulgata populista sull'acqua che, quale bene primario, deve appartenere a tutti (tanto lo sappiamo e lo sapevamo già che l'acqua sarebbe rimasta in ogni caso un bene pubblico, ma a pensarci, quando si va al supermercato non si comprano forse cibi (ossia beni primari quanto l’aqua credo…) coltivati/allevati/preparati e venduti da privati per un prezzo concorrenziale? A quando il prossimo referendum?). Dopo esserci dovuti tenere il cappello (e le gonne...) perchè non ci volassero via a causa delle salutari raffiche del nuovo vento del risveglio popolare antisistema, sotto la forma del rinato istituto del referendum. Dopo l'entusiasmo di una consultazione popolare che finalmente non resterà lettera morta... per dieci minuti, poi infatti l'Italia dovrà continuare a legiferare "obbligatoriamente" in attuazione delle direttive comunitarie che impongono la liberalizzazione dei servizi idrici. Dopo il fervore rivoluzionario degli ex-liberalizzatori (non sarà mica che sapevano che il referendum sarebbe stato solo una presa per i fondelli e l'hanno trasformato in un arma contro il Cav. per puro calcolo politico?) E la gente evidentemente ci ha creduto... al fervore rivoluzionario. Ebbene dopo tutto questo Vendola dice: "Non abbasseremo le tariffe dell'acqua. Dobbiamo fare i conti con la realtà noi" E alla domanda: "Ma perchè non lo avete detto subito?" risponde: "Non me lo ha chiesto nessuno!" Straordinario.

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