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Pensioni

28 Giugno 2011 alle 14:00

Il sistema retributivo si basava su un principi solidaristico. A parte i diffusi abusi che hanno richiesto aggiustamenti progressivi del periodo per il calcolo della pensione stessa, già così suonava male che lavoratori da 1000 euro al mese si facessero solidali con "lavoratori" da 10-20-30.000 euro al mese, o da addirittura 2-3 pensioni. Semmai avrebbe dovuto essere il contrario. Oggi, poi, che quel sistema è stato superato, che senso ha parlare di "diritti acquisiti" e non piuttosto di "privilegi acquisiti?" Se davvero dobbiamo parlare di equità, si ricalcolino le pensioni col metodo contributivo. Si garantisca la tenuta sotto un certo limite (per esempio la pensione media) e si calcoli il surplus col nuovo metodo. Se c'è bene, altrimenti si elimini l'assurdo privilegio solidaristico per i ricchi. Così si potranno abbassare i contributi per chi è ancora attivo, permettendogli una pensione integrativa reale. E intanto si restituiscano le somme versate a coloro che non riceveranno alcuna pensione perché hanno versato contributi per 10-14 anni. Solo così si può incominciare a parlare di solidarietà ed equità. E i signori deputati facciano il favore di ricevere la pensione contributiva, e all'età di tutti gli altri.

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