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Bordello e dintorni

27 Giugno 2011 alle 21:35

Se un cittadino italiano, non importa quale posto di rilievo occupi, avesse definito la procura di Milano un "bordello" sarebbe stato, giustamente, passibile di un processo per offesa grave ecc. Evidentemente un pm di Milano può tranquillamente dire che l'abitazione privata del Presidente del Consiglio era un bordello. Poi, per modificare il tiro, aggrava il tutto riferendosi alla legge Merlin sull'abolizione delle case chiuse. La sostanza non cambia. E', comunque la si voglia vedere, un'offesa gravissima al capo del governo. Spero che qualcuno, Csm o il capo dello stato, denunci un linguaggio abbastanza greve che non dovrebbe appartenere ne' alla magistratura ne' ad altri. Il termine bordello ha un significato troppo preciso per essere usato nei confronti di un presidente del consiglio. I reati sono tutti da provare e quindi le parole usate sono solo l'espressione di ciò che pensa un magistrato.Il nostro è ancora un paese in cui si tutelano i diritti dell'imputato. Non vorrei che chiamandosi questi Berlusconi queste tutele venissero a mancare.

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