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Il martirologio di Santoro

24 Giugno 2011 alle 17:00

In questa Italia ormai divisa in Guelfi e Ghibellini , per cui qualsiasi situazione viene vista in modo manicheo e valutata in chiave politica, anche il caso Santoro non si sottrae a questa regola . Il fatto che Santoro lasci la RAI da alcuni è vista come perdita di un talento da altri come una provvidenziale liberazione . Personalmente , ritengo che Santoro sia un professionista come ce ne sono tanti in RAI, più taciturni e meno vittimisti,ma le sue scelte sono state sempre determinate ,almeno in parti uguali ,da interessi economici ed interessi professionali. L’inno di liberazione che spesso si è levato dalla sua trasmissione e che ha avuto più volte anche il battesimo della piazza a me è parso sempre demagogico e populista . Liberare la RAI da cosa o da chi? Un martirologio continuo , in cui non si è capito bene quali siano le vittime e quali i carnefici. C’è da chiedersi se in una RAI privata, realmente avulsa dai partiti, si sarebbe potuta verificare tutta questa situazione.

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