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De bello lybico

23 Giugno 2011 alle 19:57

Dopo la fine della II Guerra mondiale l'Occidente non è più stato capace di vincere guerre (Corea, Vietnam, Iraq, Afghanistan, Libia insegnano; la Guerra fredda fu vinta perché non guerreggiata), in particolare l'Europa non sa neppure più come, quando e perché si fanno. Siete davvero disposti a credere che ciò, e semplicemente l'aborrire il sangue, testimoni una superiore civiltà nell'era del relativismo dogmatico? Due guerre mondiali hanno traumatizzato l'Europa oltre ogni precedente limite, comprese le guerre napoleoniche e dei Trent'anni. L'hanno forse fatta saggia ma certamente l'hanno di molto indebolita dinanzi al resto del mondo che, non avendo subito quelle catastrofi nella stessa misura, continuano a considerare la guerra uno strumento possibile della politica. In particolare, senza l'ombrello americano gli europei hanno pericolosamente dimostrato di non saper risolvere nulla nemmeno oltre la porta di casa. Uno dei lasciti negativi per l'Europa delle due guerre mondiali è la manifesta incapacità di pensare la guerra, che nella Città degli uomini è forse circoscrivibile ma non eliminabile. La guerra è sicuramente brutta, ma se si è costretti a farla (a dialogare bisogna essere in due, a far la guerra basta uno che la dichiari all'altro) bisogna avere il coraggio di farla con le regole della guerra, pena una guerra infinita, una pace incerta ed una politica bloccata.

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