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Scostumatezze, reati, interessi e un paio di proposte per i giornalisti

22 Giugno 2011 alle 17:30

Faccendieri, gente che chiede la raccomandazione, interessi di bottega da difendere, mi pare che gli unici reati di tutti i fiumi di intercettazioni di questi giorni siano la violazione di segreto istruttorio (che però qualcuno dal tribunale dovrà pur farlo uscire, perchè di suo che io sappia non ha le gambe) e poco altro. Non che i reati non siamo un fatto grave, ma la proporzionalità degli sforzi profusi per la loro ricerca non mi pare un argomento da trascurare. Mi piacerebbe che i giornali, invece di ammorbarci con i discorsi (a volte impresentabili, scostumati, altre ridicoli) facessero una inchiesta seria sulla liceità delle intercettazioni nei procedimenti, perchè il problema riguarda un po' tutti. In primo luogo perchè si sta parlando di riforma fiscale e spesa pubblica e dove vanno i denari dei contribuenti mi parrebbe oggetto di inchiesta più che dignitosa. In secondo luogo perchè, a forza di intercettare, si trova sempre un qualche discorso "strano", e trovo anche che la pratica pubblicare tutto, ma dico tutto, renda bene tutto il senso della decadenza in cui ci troviamo, attaccati ai buchi delle serrature, sdegnati per comportamenti, al più imbecilli (ma in voga da secoli) ma poco attenti alle cose serie, tipo, chessò, una bella inchiesta dei giornalisti su cosa pensano questi benedetti italiani sul futuro dell'Italia, su come risolvere i problemi. Idee, ragazzi. Su questi giornali, esclusi voi del Foglio e pochi altri, non si parla più di niente, al più ci si indigna e basta (dopo opportuna spiata), si finge sconcerto. Forse anche i giornalisti rappresentano ormai quell'Italietta che tanto denigrano.

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