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Calderoli: semplificazioni o complicazioni?

22 Giugno 2011 alle 10:36

Agli amici della Lega, sempre attenti sulle cose serie, fedeli alla parola data, agli accordi intrapresi con il premier Silvio Berlusconi, determinati nella lotta al malaffare, vigili sul rigore della spesa pubblica, sinceri e credibili a Ballarò e ad Annozero, innamorati della loro Terra così come noi per la nostra (Viva i Nuraghi), risoluti sulla difesa della sovranità libica e sulla cecità dell'Europa, che non sa quel che fa o se lo sa è ancora più grave, domandavo: ma il ministro Calderoli è per la semplificazione di tutto ciò che riguarda lo Stato, oppure è per la complicazione anche degli assetti ministeriali? Perchè non pretendere dal presidente del consiglio il rispetto numerico di ministri stabiliti nel programma elettorale in dodici, ossia di semplificarne, ridurne, tagliarne, cancellarne la consistenza anzichè complicarne, ampliandone, la permanenza? Che senso ha dare l'avvio a processi di spezzettamento con gli effetti del moltiplicarsi di apparati burocratici ministeriali (ministeriali, ministeriali, ministeriali)con rappresentanze nelle varie città italiane, dal momento che il potere decentrato risiede oramai nelle Regioni e nei comuni? Cari amici leghisti, in Italia mica c'è soltanto Monza! Avete mai sentito parlare di Cagliari, Palermo od anche di Nuoro?

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