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Pino Suriano: un'altra storia

19 Giugno 2011 alle 10:00

Le racconto un’altra storia. Nel 1994 dopo la vittoria di Berlusconi, una collega scrisse una lettera a un settimanale americano per spiegare che non erano arrivati i barbari in Italia. La lettera fu pubblicata, inviata via fax da uno zelante collega americano alla sua università, e la collega al ritorno fu massacrata (verbalmente), emarginata come una spia, ebbe disavventure concorsuali inimmaginabili, ecc. Finché si trasferì in un’altra facoltà, senz’altro più moderata, si è trovata bene, ma evita discussioni politiche. Con le legge Gelmini non c’è Consiglio di Facoltà e Dipartimento, dove non ci si auguri un colpo al Cav. e così sarà con qualsiasi suo successore. Con la gente comune è facile parlare di Berlusconi, perfino con i compagni, alcuni dei quali lo hanno pure votato per l’Ici. Con accademici e intellettuali è diverso. Sono ben accetti i fascisti, figurarsi i finiani, ma odiati i berlusconiani. L’unica soluzione, se il centrodestra vuole avere un po’ di intellettuali, è creare un’università ad hoc. Occorrono un po’ di quattrini. Never complain and never explain: altrimenti sei già screwed. Perché poi il berlusconismo dovrebbe finire? E’ finito il gollismo dopo De Gaulle?

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