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Berlusconi è più colpevole degli altri

19 Giugno 2011 alle 12:00

Ho letto un po' di opinioni su indulgenza o non indulgenza relativamente a Berlusconi. Da uomo (da sempre) di destra, cattolico e liberale e quindi elettore di Berlusconi o, negli ultimi anni, astenuto, dico che: gli Italiani sono individualisti fino al midollo, sono sostanzialmente ingovernabili, si associano in lobby fortissime e fanno fronte comune solo per difendere interessi particolaristici. Non hanno quindi alcun senso della cosa pubblica. Per contro l'individualismo sfrenato è anche quello che, a dispetto della convinzione di molti, grazie ad una sorta di selezione naturale, fa emergere le tante eccellenze che abbiamo sotto gli occhi e che, a dispetto di tante Cassandre, fa sì che siamo ancora un Paese decisamente benestante. In questo contesto pensare che un solo uomo possa cambiare un Paese o essere ritenuto responsabile di tutte le sue ipotetiche iatture è, in generale, ridicolo. Tuttavia penso che siamo arrivati ad un punto in cui, senza modificare del tutto la nostra natura (di per sé immodificabile), urgano riforme profonde di stampo liberale (fisco, giustizia, pubblica amministrazione, istruzione, ecc.). Berlusconi ci aveva dato un sogno nel '94 e tale è rimasto. Riforme molto poche e spesso incomplete. E la sua responsabilità è grande perché lui, a differenza di tanti altri prima di lui, ha avuto il carisma, la forza comunicativa e, in ultimo, il sostegno che gli avrebbe permesso di fare molto più degli altri e molto più di quanto ha fatto. Perché non l'ha fatto? Perché in ultimo è la quintessenza dell'individualismo e, come a tutti gli altri politici prima e con lui, non gli è mai interessato cambiare questo Paese nel profondo né mettere a rischio la sua posizione politica o economica per un posto sui libri di storia. Per questo non lo perdono.

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