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Il senso di responsabilità

18 Giugno 2011 alle 08:00

Di questi tempi,all'insegna di scandali e di sospetti,molti sono gli insospettabili su cui aleggia l'ombra perversa di azioni torbide e forse penalmente perseguibili;almeno fino a quando non sarà acclarata la verità dei fatti. Nel frattempo i nomi rimbalzano nella stampa e nei moderni mezzi di comunicazione; e nella mente dei cittadini si insinua il dubbio,che pian piano corrode, e in chi davvero è innocente genera,malgrado una apparente sicurezza,un indefinibile malessere che può indurre ad una disistima sia verso gli organi di informazione sia nei confronti della giustizia e di chi dice di volerla perseguire. È un gioco pericoloso che innesca un circolo vizioso e rischia di irretire in un giudizio superficiale i cittadini più ingenui, che danno per scontato che giornali e televisione e,oggi più che mai, internet dicano sempre la verità. Sono quegli stessi cittadini ancora incapaci di attendere prima di raccogliere elementi in grado di consentire il formarsi di un'opinione propria,svincolata da notizie che arrivano da organi di informazione che magari obbediscono a logiche di partito. Ma questo significa anche che chi informa ha il dovere di essere cauto nel dare notizie, a meno che non abbia tutto l'interesse (malsano) a gettare discredito su determinate persone, ciò che è una colpa grave che può portare a esiti irreversibili. Per farla breve: bandita la furbizia,l'onestà dovrebbe essere il principio fondamentale cui attenersi in ogni campo e sempre,tenendo presente che tutti sono responsabili, nel bene e nel male, di ogni pur minima iniziativa rivolta a forgiare l'atteggiamento mentale degli altri. Mi rendo conto che, oggi, questa può sembrare un'utopia,ma non è mai troppo tardi per coltivare una speranza.

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