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Zagrebelsky

17 Giugno 2011 alle 16:00

Ho letto su la Repubblica del 16 giugno un brano della lezione di Zagrebelsky sulla libertà. Mamma mia! Mi sono fatta un rapido esame di coscienza per verificare in quale categoria morale io, elettrice di centro destra e per giunta fogliante, potrei trovarmi. Sarò una conformista, arrivista, formalista preoccupata dell'apparire? Oppure un'opportunista, carrierista volta ad ottenere favori e protezione? O piuttosto una donna gretta che coltiva soltanto piccoli interessi, peccatucci privati, rancorosa verso tutta la società? Ho forse paura della libertà, tanto da sacrificarla al possesso del superfluo diventato assolutamente necessario? Poi mi sono tranquillizzata, mi sembra di non rientrare in nessuna di queste categorie nonostante le mie preferenze politiche. Inoltre ho supposto che, forse, Zagrebelsky si riferiva alla dimensione umana in generale e non intendeva addebitare certi difetti ad una precisa parte politica, anche se effettivamente qualche sospetto lo nutro. Ma siccome amo la diversità, la legalità, l'uguaglianza, la cultura e la sobrietà mi astengo da qualsiasi giudizio malevolo.

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