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Popolo delle mavalà

17 Giugno 2011 alle 15:00

Passa in sordina la notizia del triplicamento dei tempi per i quali una persona che non è indagata per alcun reato può essere detenuta per essere identificata ed espulsa, estesi a un anno e mezzo. Si tratta di un abominio, che confligge con ogni concetto di umanità e che dovrebbe scuotere la pubblica opinione. Per l'ennesima volta questo popolo delle libertà si distingue per lo sgangherato aumento della pressione dello stato sul cittadino. Dal divieto di fumo nei parchi, alle confische di auto guidate dopo l'aperitivo, al decuplicamento delle spese di giustizia, alla confisca di patrimoni prima del processo, all'immediata esecuzione degli accertamenti fiscali, tutto è sopruso e negazione di libertà, malcelato dietro l'ipocrisia della sicurezza e dell'efficienza.

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