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Papa e Crippa

17 Giugno 2011 alle 17:59

Se fossi il Papa sarei contento che Maurizio Crippa mi preferisca a Chicco Testa, ma confesso di non essere il Papa. Anzi, mi spiace assai dover per la prima volta criticare Benedetto 16 per il suo discorso del 9 giugno ai nuovi ambasciatori: inopportuna é stata per lo meno la scelta dei tempi. La strumentalizzazione del suo discorso era del tutto prevedibile. Eppoi, con tutto il rispetto, basta con questa idea che la natura se "non alterata dall'uomo" é solo bella e benefica. L'uomo s'é dovuto confrontare col freddo, con i fulmini, le intemperie, la siccità e gli allagamenti, con gli animali predatori, con le carestie, con le malattie proprie, degli animali e delle piante, con i vulcani, i terremoti, i maremoti; la "tecnica" gli é servita non solo per far guerre, ma sopratutto per sopravvivere. D'accordo se il papa avesse auspicato un miglior uso della tecnica, deprecando ad esempio le morti sul lavoro. Non posso accettare invece l'implicito riferimento a Fukushima! Qui son morti 2 operai per la caduta d'una gru, e in tutto il Giappone circa 27.000 persone, tutti per un fenomeno della "natura incontaminata", non certo per le radiazioni di Fukushima.

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