cerca

Il ruggito dei conigli

17 Giugno 2011 alle 20:00

E' successa una cosa strana. Quando a Milano e Napoli, al primo turno elettorale, sono apparsi quasi vincenti Pisapia e De Magistris, tanti giornalisti hanno scritto di aspettarsi un colpo d'ala di Berlusconi per rimediare alla situazione. Si sa come è andata a finire. Allora, per giorni e giorni, parte della stampa che "conta", non per come scrive ma per dove scrive, ha iniziato o monitorare il Cav. Sorriso tirato. Stanchezza visibile. Frasi mal gestite. Una serie di figli, al capezzale del malato grave, spiavano i segni di un miglioramento da loro ipotizzato,per poter poi scrivere " Berlusconi è rinato". Non per amore ma per la convenienza, loro, di avere un argomento certo per riempire pagine. Senza pensare troppo. Che è sempre faticoso. Se non ci sei abituato. I referendum hanno reso grave la malattia. Ed allora, ecco che i nostri conigli hanno preso a ruggire. Per impaurire l'inclito ed il colto. Per arrivare, finalmente, a dire: ormai è finito. Il brivido di felicità che li ha pervasi prima o poi finirà. Per i conigli il ruggire è un esercizio faticoso. E innaturale. come il loro giornalismo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi