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Crippa, Crippa, hurrà!

17 Giugno 2011 alle 19:34

Qualche anno fa, partecipando nella mia città a un convegno dell'Azione cattolica sull'impegno dei cattolici in politica, intervenni affermando che una delle realtà in più evidente contrasto con la dottrina sociale della chiesa era, ed è, l'organizzazione del lavoro, a danno della famiglia e della sua coesione. Altro che divorzio, pacs e pillola del giorno prima e del giorno dopo. Ma il "patto Gentiloni" - bravo Crippa: esempio mirabile - fra Ruini e Berlusconi impediva alla chiesa e a parecchi cattolici fin troppo ossequienti di vedere questa tragica realtà e denunciarne gli effetti. Pensavo di aver fatto una provocazione, di fronte a quei fedeli parrocchiani e invece venne giù il soffitto per gli applausi. Correva l'anno 2003, ma doveva passare tanta acqua sotto i ponti per vedere la chiesa italiana osare il dissenso nei confronti del centrodestra nazionale. Purtroppo Amicone e i cattolici come lui, ormai, pensano che la dottrina sociale della chiesa non sia scritta nelle varie Rerum novarum, Laborem exercens e via discorrendo, ma nel testo del celebre hit "Meno male che Silvio c'è".

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