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Sinistri aruspici

16 Giugno 2011 alle 12:24

Prima le elezioni amministrative, ora il referendum: ogni tornata elettorale è sfruttata dalle opposizioni attribuendole un’inesistente valenza nazionale al fine di screditare il governo in carica, frutto legittimo della volontà popolare espressa nelle relative specifiche elezioni. Il voto per un determinato candidato sindaco è espresso perchè ci si augura che possa amministrare al meglio proprio quella città, e non perché si intende approvare o meno l’operato del governo nazionale. Allo stesso modo va letto l'operato di chi ha votato per i referendum: il sì o il no non significano che si è voluto criticare Berlusconi perché non ha risolto l’annoso problema rifiuti napoletano o per le decisioni prese in politica estera, giudizi che saranno espressi esclusivamente in occasione delle prossime elezioni politiche. Di questo passo anche le votazioni nelle assemblee condominiali o per il rinnovo dei consigli scolastici o del consiglio direttivo dell'Inter Club di Pizzighettone saranno interpretate come manifestazione di gradimento o meno delle azioni del governo.

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