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La lezione Greca: impossibile vivere sui debiti

16 Giugno 2011 alle 11:05

Il primo ministro socialista George Papandreou ha offerto un rimpasto di governo, in cambio di un esecutivo di unità nazionale, su cui chiederà la fiducia oggi. “Ho messo sul tavolo delle proposte per l’opposizione, ma le loro condizioni riporterebbero indietro il paese”. Come dire che tutto il mondo è paese. Qualsiasi possa essere il colore del governo. Nel frattempo a Atene, la piazza si agita un bel po’, i sindacati vanno avanti con gli scioperi generali. In quelle lande si ritiene che ogni 5 scioperi si ricupera un punto di Pil. Non è così ma bisogna che la gente si sfoghi. E’ solare: meglio un Tremonti oggi che una bancarotta domani. Il bello è che lo sanno anche coloro che sostengono che lo stimolo alla ripresa può passare dall'aumento del deficit o dai pannicelli caldi della tassazione al 20 per cento delle rendite finanziarie. Se si escludono i titoli di Stato dal provvedimento si raccolgono quattro lire. Lo sanno ma non lo possono dire. Per cui non è vero che anelano di andare subito al governo. Per fare che? Per prendersi le rogne? Meglio consolarsi coi referendum.

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