cerca

No, no, no, no

15 Giugno 2011 alle 13:23

Credo che chi abbia un minimo d'onestà intellettuale,se ha ancora un senso quest'espressione e non sia pervaso da pregiudizio ideologico ,non possa non essere nella sostanza d'accordo con l'editoriale di oggi di G.Ferrara.Anche se non fosse un lettore del Foglio,perchè se si prova a ragionare sul serio sui fatti,si nota con chiarezza che il fronte del sì al referendum non costituisce un'alternativa politica seria e coesa al centro-destra. Il movimento verde,i grillini, non si riconoscono nel Pd, nè tantomeno nel terzo polo e forse neanche tanto nell'Idv. Sono dei "fricchettoni" così come li intende il direttore,cioè persone che si mobilitano su specifici temi a torto o a ragione. Il problema è appunto quello di vedere che tipo di Paese vogliono,se si tratta quindi di dire sempre no,per es, all'alta velocità,ai rigassificatori,al nucleare,anche ai termovalorizzatori ecc. Insomma, opporsi è facile,un pò più difficile proporre. Occorre capire che futuro dare all'Italia, un futuro che la metta in grado di competere con gli altri paesi,o diventare marginale. Non si può pensare di vivere "proteggendosi", come è sottolineato nell'editoriale. Non si può sparare a zero sulla parola privato,come se fosse il male assoluto. Certe scelte alla fine si pagano, perché poi le questioni si ripresentano e si deve avere il coraggio di scegliere e non basta gridare in piazza "abbiamo vinto","abbiamo vinto".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi