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Giudizi equanimi

15 Giugno 2011 alle 11:15

Suvvia, direttore, i giudizi equanimi si possono dare solo dopo una lunga pace, e in Italia deve essere così lunga da perderne memoria. Sono trascorsi più di sessant’anni dalla fine della guerra, eppure su comunismo e fascismo ancora si lacerano gli animi. L’italiano è contradaiolo, ascolta solo quello che vuole sentirsi dire, ed è terribilmente rancoroso e vanesio. I giudizi equanimi li lascerei ad altre generazioni. Berlusconi – nel bene e nel male – ci aveva illusi che potevamo diventare un popolo diverso. Ha fallito, quando ha cominciato a fare l'italiano vero.

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