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Referendum futuri

14 Giugno 2011 alle 20:11

I commentatori hanno sottolineato l’importanza di Twitter e Facebook nello spingere gli elettori a votare per i referendum e nel determinare le loro idee. Hanno affermato, anzi esclamato con gioia, che finalmente il cittadino grazie a questi media telematici aveva potuto formarsi un’opinione senza l’intromissione dei politici. “Intromissione dei politici”? Ma stiamo scherzando? Il cittadino è bene che si formi un’opinione senza dar retta a chi il cittadino stesso ha delegato ad amministrare il patrimonio nazionale, a dirigere il paese? L’opinione libera e consapevole su argomenti determinanti per l’interesse del Paese, a quanto pare, è quella che chiunque può farsi ascoltando il barista, il parrucchiere, il tassista, il collega delle vendite, la madre dell’amichetta della figlia … insomma chiunque purché non siano un tecnico o un dirigente votato dalla maggioranza degli elettori. Purtroppo non stiamo scherzando. Inutile fasciarsi la testa. L’unica cosa da fare seriamente è pretendere che la scuola dia ai futuri cittadini una somma di nozioni che permettano loro di farsi un’idea della realtà che li circonda la più approfondita, consapevole e ragionevole possibile. Speriamo che la scuola riesca a svolgere questa mansione sempre più importante, speriamo che maestri, insegnanti, professori combattano per trasmettere conoscenza e impedire che lo sbraitare caciarone dei vari Twitter e Facebook prenda il posto del Sapere: unico fondamento indispensabile per discernere.

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