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Non ho votato perché il referendum è un'arma spuntata

14 Giugno 2011 alle 12:00

Nella Costituzione italiana non esiste un articolo che dia certezze riguardo alla efficacia giuridica della volontà popolare espressa nel referendum. Inoltre, spesso i quesiti non sono univoci e qualche volta confusi per cui i votanti non sanno quali siano i tranelli o i rischi conseguenti alla espressione del proprio convincimento. Per esempio: si è asserito che l'acqua è un bene pubblico essenziale per la vita e, quindi, deve rimanere "in mano pubblica "in tutte le fasi della gestione e manutenzione. Bene ! E il pane, la carne, il latte, la frutta...non sono forse beni essenziali alla vita? Perché, allora non sono "gestiti " direttamente ( e gratuitamente...o, quantomeno, a tariffe controllate e cogenti ) dallo Stato? Andare a votare in tanta confusione e in una temperie da "guerra per la tessera annonaria" mi è sembrato un atto inconsulto e illogico. Perciò ho esercitato - in scienza e coscienza - un diritto a non alimentare il caos intellettivo che obnubila i cervelli confluiti all'ammasso del pensiero unico, referendario e ...sinistrorso! Un governo espresso da un voto democratico (ancorché lasciato - in bianco - nelle mani di chi non ha obbligo di mandato!!) non può cadere per un gioco delle tre (anzi, quattro ) carte manovrate con destrezza dai referendari. Sarebbe come affidare il capo a chi fece del "tintinnare di manette " il suo metodo di giustizia sommaria.

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