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I referendum sono un'arma spuntata

14 Giugno 2011 alle 16:30

Non ho votato perché i quesiti erano confusi o troppo parziali. Per esempio, l'acqua è un bene primario e pubblico che, però, richiede una gestione economica ed efficiente da affidare al migliore offerente (pubblico o privato che sia)... non può essere fornita a tariffe "sociali" altrimenti si verificheranno abusi con perdite e manutenzioni della rete approssimative e antieconomiche. Se si accetta il principio che l'acqua dev'essere fornita a costo "sociale " bisogna anche distribuire pane, carne, latticini, verdure e frutta con lo stesso criterio "socializzante"! Inoltre, nella Costituzione lo strumento referendario rimane un'asserzione di principio che può essere manipolata o ignorata dal Parlamento e vanificata in toto (come è successo con la responsabilità civile dei magistrati, con il divieto di sovvenzioni pubbliche ai partiti politici etc..). Finché non si rende cogente l'obbligo di mandato per i Parlamentari e non si ripristina l'immunità almeno per i membri del governo , avremo sempre il braccio di ferro fra politica e Magistratura, con grave danno per la tenuta della democrazia. Il governo Berlusconi deve ignorare i risultati del referendum ma deve iniziare a mettere mano al risanamento dei settori parassitari pubblici (quelli privati sono una categoria economicamente auto regolamentata)... altrimenti ci parliamo addosso mentre la valanga del dissesto istituzionale ci travolge: come la Grecia.

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