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Giudizio equanime sul berlusconismo

14 Giugno 2011 alle 10:01

Il berlusconismo non può essere giudicato come fenomeno a sé stante, la sua storia s’intreccia a quella della sinistra italiana dopo la caduta del muro di Berlino e giudicare l’uno è giudicare l’altra. Mi sembra che la stessa riflessione di Cassano e Piccolo vada in questo senso, almeno nella misura in cui li conduce a una critica dello spirito d’elite moralistico e a teorizzare che per vincere occorre ammettere che possa farlo anche la destra: un fenomeno è visto di fatto in relazione all’altro. Credo sia questo il punto, aprire un dibattito imparziale e di vasti orizzonti sul berlusconismo richiede che l’intelligenzija di sinistra oggi maggioritaria voglia riflettere equanimamente anche su se stessa, sui propri fallimenti e su come si sia trasformata. Non vedo una tale disposizione, non in una cultura dominante che s’immagina motore della trasformazione della società e che intravede finalmente la vittoria; troppo forte la tentazione di scambiare il tramonto di Berlusconi con la vittoria delle proprie idee, troppo difficile accettare che non è così.

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