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E' possibile essere riformisti in Italia?

14 Giugno 2011 alle 16:15

Cos'è stato il berlusconismo? In economia la promessa della rivoluzione liberale, meno tasse e più mercato. Su questo Berlusconi ha fallito. Certo. Ma poteva andare diversamente? Anche questi ultimi referendum danno molte giustficazioni al Cav. La più piccola riforma in ogni ambito in questo paese va incontro ad un moto di piazza, un referendum, un Tar, un'autostrada bloccata, uno sciopero, un fiume di lacrime. E caro direttore Lei sa bene che si governa con il consenso. Quindi il Cav è diventato negli anni un democristiano sottomentite spoglie. La storia d'Italia è lì a dirci che il governo è sempre stato tenuto da un connubio politico e un protezionismo economico. Il Cav. poteva rompere con il familismo amorale, l'abitudine atavica, corporativa, statalista, avversa al rischio, al mare mosso della piccola economia italiana? Probabilmente era sua intenzione con gradualità iniziare questo percorso ma la crisi economica, l'alleanza politica con un partito ben più rurale di Fi e un'opposizione conservatrice ne ha bloccato lo slancio riformista. Hegelianamente doveva andare così. E' stato un leader futurista più nei modi che nelle scelte fatte. L'Italia è un paese che crea i miti e poi li distrugge. Quando li crea sono come eroi in cui il popolo si identifica. Nella caduta, su di loro poi si riversa la massa informe, la bile rancorosa, l'odio degli incapaci, degli ipocriti, degli incolti, dei tristi. Caro Ferrara, Lei ci chiede, è possibile un giudizio equanime? Credo di no. Questa è l'Italia, un paese melodrammatico e farsesco. Un paese in cui 26 milioni di italiani votano per ampliare il loro debito pubblico. E poi festeggiano nei modi e con il linguaggio di Lando Buzzanca e Tomas Milian. E con un concerto del Piotta.

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