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Referendum

13 Giugno 2011 alle 12:00

Nel momento in cui scrivo il risultato finale non è ancora prevedibile in assoluto, ma con oltre il 40 per cento dei votanti già il primo giorno utile, una riflessione ci sta eccome! La sensazione che sia diventato un referendum sul Berlusconismo, a torto o ragione, è sotto gli occhi di tutti. Non ci sono state tribune particolari da parte del governo per spiegare ai cittadini le buone ragioni delle leggi che si sono fatte, al massimo sono passati concetti di libertà di espressione ed in modo subliminale il suggerimento di starsene a casa o andare al mare... Ebbene, con la crisi palpabile che riguarda tutto il paese, l'insensibilità della maggioranza a decidere risparmi importanti per liberare risorse per i necessari investimenti, e la ripetizione da anni ed anni del Premier "tutto va bene e faremo le necessarie riforme", ritornello cui non crede più nessuno, oltre ai ripetuti attacchi a tutti quanti non le pensano come lui, ha portato ad una rivolta del pensiero che passando per le amministrative delle scorse settimane sta arrivando al pettine con i referendum, che in qualche modo potrei anche dire che è un referendum sulla giustizia in Italia, dove sembra che il malaffare debba sempre prevalere sulla onestà della maggioranza dei Cittadini Italiani, dove il Parlamento non riesce a far passare neanche una legge contro la corruzione, per dei cavilli della Lega sul giurare o meno sulla Costituzione, come avvenuto di recente, sicuramente per conflitto di interessi e non perchè sia superflua.

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