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Ha fallito la linea del Foglio

13 Giugno 2011 alle 17:00

Condivido l’analisi di Luca Sofri, quando dice che molti del Foglio e lo stesso Direttore rimasero scottati dagli eccessi giustizialisti di una sinistra, della quale stimavano eccessivamente alcuni uomini e intellettuali. Ha ragione Luca Sofri quando dice che Ferrara dà ancora oggi credito a persone anziane della sinistra, sopravvalutandone la statura intellettuale. Diversamente da Luca Sofri, non credo il Foglio abbia tentato di distruggere quella sinistra, ma, al contrario, abbia fatto di tutto di ragionarci con garbo, di farla retrocedere da ipocrisie e giustizialismi vari, per ritornare tutti amici. In politica, però, non si ritorna mai tutti amici. S’invoca il fair play quando si prendono sberle e si è minoritari. Per conto mio, sarebbe stato necessario incoraggiare una cultura di destra, per rispondere alla guerriglia che inevitabilmente scatta a sinistra dopo ogni vittoria elettorale del centrodestra. Non è stato Berlusconi il nostro handicap, ma l’assenza di una task force culturale che non si appiattisse sul neoconservatorismo americano. Il Foglio ha in fondo ostacolato proprio la formazione di questa task force, per formare la quale occorreva darle una base, degli strumenti ed era necessario – è inutile dirlo – spendere un po’ di quattrini. Ferrara ha accarezzato l’idea di traghettare col suo Foglio e il suo carisma una parte della sinistra, da lui stimata per la sua alta statura intellettuale, verso i lidi del centrodestra. Oggi si vede che è stata un’illusione: non si corteggia l’avversario, lo si batte culturalmente e sono battibili, se soltanto avessimo i mezzi della sinistra.

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