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Dal Capranica una sana rivoluzione

12 Giugno 2011 alle 09:00

Dobbiamo essere grati a Giuliano Ferrara per aver mobilitato il popolo del centro destra riunito al cinema Capranica. E' stata un'esplosione di sincerità, una liberazione dai quei freni inibitori che ci trattenevano dal gridare la nostra rabbia. Siamo elettori di Berlusconi, convinti e fieri di esserlo, ma consapevoli che il nostro premier è capace anche di errori clamorosi e di peccati di presunzione. Il grido di Ferrara è stato il nostro grido,il grido di gente arrabbiata che da oltre un anno non percepisce più la minima azione di governo. Non mi sembra però che il messaggio sia stato percepito da chi avrebbe dovuto farne tesoro. Roberto Castelli da Santoro ci ha tenuto a prendere le distanze dalla manifestazione del Capranica, ribadendo che la Lega non c'entrava assolutamente nulla. Bravo Castelli! La Lega continui pure a fare il partito di lotta e di governo, a minacciare un giorno sì e l'altro pure di far cadere il governo, ingranando la retromarcia dopo l'ennesimo vertice ad Arcore; continui con la stucchevole telenovela dei ministeri che sta facendo ridere tutti; e continui soprattutto a gridare contro la mancata riduzione delle tasse, correndo in soccorso di Tremonti ogni volta che viene messo alle strette da Berlusconi e rimproverato per la sua ostinazione nel non voler allegerire i cordoni della borsa. E' vero Castelli, voi non c'entravate niente con il Capranica. E se proprio vuol saperlo, è meglio così visto che probabilmente non avreste nemmeno capito la grandezza e l'importanza del messaggio partito da quella numerosa e dignitosa platea.

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