cerca

Santoro e i tele-tribuni

11 Giugno 2011 alle 16:00

A oggi, dopo l'ultima puntata - per il momento - di "Annozero" di Michele Santoro, l'utenza penserà che il conduttore ha fatto una bella ultima figura, che anziché lasciare la Rai con rassegnazione e ringraziando per tutto quello che finora gli ha dato, ha giocato di sorpresa, non solo tenendoci con il fiato sospeso, in quanto tutti si domanderanno se davvero lascerà la Rai per passare a La 7, ma anche dimostrando di comportarsi in maniera scaltra, facendo ancora la vittima, il martire e scomodando la "macchina del fango" pro domo sua e, ovviamente, contro Silvio Berlusconi. Può darsi che in questo modo intenda farsi pubblicità, ma non stupiamoci se un domani la Rai lo riproponesse. Pensiamo per converso a Vittorio Sgarbi ed al programma annullato appena alla sua prima prova sulla Rai quasi da fare anziché rabbia pena per come è stato trattato. Nessun commento ne è conseguito, nessun progetto di sostituirlo e a perderci sarà il palinsesto Rai e l'utenza di centro destra, non a caso. Ben venga il ricordo lieto del buonanima di Gianfranco Funari che, con modestia e preparazione, aveva optato per l'affitto di uno spazio in tv, in una rete privata che lo accogliesse con un programma tutto suo dove potesse esprimere a pagamento le sue intenzioni, le sue opinioni. Questa è onestà, questa è integrità morale, questo è un esempio da seguire, esempio che dovrebbe essere assunto da modello anche dallo stesso Santoro con velleità da "tele-tribuno". Tuttavia, invito a non sottovalutare l'individuo e l'intento in quanto in modo subdolo il tele-tribuno può contribuire a fare una sorta di lavaggio del cervello ad una buona fetta dell'utenza anche inconsciamente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi