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Il paese di Bengodi

11 Giugno 2011 alle 19:00

Un gonzo burlato da due canaglie si mette in cammino verso Bengodi alla ricerca dell'elitropia che rende invisibili; mai però il Boccaccio avrebbe potuto immaginare che questa terra fantasiosa oggi esiste in Sudamerica e fornisce ai propri rifugiati il cavillo che rende inestradabili. Grazie al verdetto di un tribunale esotico ora a tutti i farabutti è garantita l'illusione che il paradiso terrestre ove il peccato non si sconta è patrimonio di questa terra e non già della prossima ventura. Abbiamo abolito iniquamente il diritto d'asilo, che è diritto divino della chiesa a salvare chiunque si rifugia in essa, per trasferirlo alla sovranità secolare con la quale in tempo di pacifismo non si combatte con la guerra ma solo con la sterile trattativa diplomatica. Se Battisti voleva veramente salvarsi dal giudizio mondano avrebbe dovuto rifugiarsi in un convento di santi, che sicuramente lo avrebbero nascosto involgendolo in saio e cenere, e non nel postribolo capitale del turismo sessuale, quest'ultimo non può salvare nessuno ma solo aggravare le colpe personali rimandando ad indefinitum la loro tanto amara quanto certa retribuzione.

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