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Perdere l'innocenza

10 Giugno 2011 alle 17:30

Un grido di dolore per le “emergenze” economiche, energetiche e ambientali viene recitato ad ogni piè sospinto da chiunque abbia a cuore il destino non solo del nostro bel Paese e dei suoi abitanti, ma dell’intero pianeta. E la “sicurezza” delle fonti energetiche, tanto per l’uomo che per l’ambiente, è diventato il fulcro imprescindibile di ogni seria politica energetica e quindi economica e quindi ambientale, non solo del nostro bel Paese e dei suoi abitanti, ma dell’intero pianeta. Ma allora, un ingenuo abitante di questo bel Paese, e del pianeta, si aspetterebbe la massima mobilitazione delle migliori menti e delle migliori imprese e delle migliori istituzioni di ricerca, pubbliche e private, per reperire risorse, incentivare investimenti, finanziare progetti, attrarre interessi, stimolare competizione scientifica e industriale sul tema. Quell’ingenuo abitante del bel Paese, e del pianeta, si aspetterebbe tutto, ma proprio tutto, tranne di dove essere chiamato il 12 giugno p.v. a decidere di rinunciare tout court alla sola idea del nucleare quale possibile fonte di produzione energetica. Per questo quell’ingenuo il 12 giugno andrà a mare, perdendo l'innocenza dell'ingenuità.

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