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La rivoluzione necessaria

9 Giugno 2011 alle 10:45

Non ero al Capranica e mi spiace. Ma ho seguito l'evento in steaming e mi è piaciuto. Voglio soffermarmi su Sansonetti: tra i più applauditi, suo malgrado (forse). E mi chiedo: come mai il più "comunista" dei presenti si è beccato più applausi? Nella risposta a questa domanda forse riusciamo a cogliere il vero "animal spirit" del fenomeno berlusconiano. Se razionalizzato è l'elemento dal quale ripartire. Allora, che ha detto Sansonetti? Una cosa semplice, da attento e corretto osservatore ha spiegato che Berlusconi ha provato sul serio, e in parte ha realizzato, una vera e propria rivoluzione: l'unica nel dopoguerra. E l'ha fatta attorno a parole d'ordine che non erano tradizionalmente solo della destra ( come il Garantismo). L'ha fatto con efficacia e ha costituito una proposta di innovazione del sistema politico. Non c'entrano, quindi, le tasse non abbassate o, in genere, i risultati del governo. Si sa che quasi mai si vincono o perdono le elezioni in conseguenza dell'operato di un governo ( a tutti i livelli). Vince chi indica la migliore ricetta per il futuro! Berlusconi ha ancora una rivoluzione da portare a fondo. Può ancora portare in porto la missione. Sempre che lo voglia. Sempre che sia ancora consapevole che se fai una rivoluzione la tua nave sarà attaccata e se poi ti comporti come un turista in una nave da crociera, perdi la rotta e l'obiettivo. Perchè quando sarà attaccata dagli incrociatori nemici non avrai armi a bordo. Berlusconi deve rimettersi in guerra, altro che balle. Deve denunciare come errori tutti i compromessi che ha fatto con il "vecchio" per andare avanti. Non servirà spiegare che in Italia c'è ancora molto da cambiare : gli italiani lo sanno già. solo che oggi individuano in Lui , e nella sua "cricca" il fattore di immobilismo. Ma sanno bene che lui ci ha provato a farla la RIVOLUZIONE ITALIANA. E può ripartire da qui.

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