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Il Brasile e Cesare Battisti

9 Giugno 2011 alle 20:00

A San Paolo, pochi anni fa, mio padre assistette, dalla finestra di casa sua, all'esecuzione (non si può definire altrimenti) di due rapinatori da parte di un poliziotto fuori servizio, al quale i due incauti avevano tentato di rubare la macchina. Estratta all'improvviso la sua arma, iniziò a sparare: il primo rapinatore si allontanò a piedi, ferito, e morì dopo aver percorso un centinaio di metri. L'altro rimase a terra, il poliziotto gli si avvicinò e lo finì con un colpo in testa. In tanti osservarono la scena, nessuno si sognò di raccontare come erano andati davvero i fatti e il poliziotto (un ufficiale, tra l'altro) non solo non ebbe guai, ma guadagnò presumibilmente un encomio. Ora, dal Paese dove si giustiziano i criminali per la strada, e nelle cui galere si vive in condizioni medievali, arrivano a noi lezioni di civiltà e giustizia e si nega l'estradizione a Cesare Battisti, anzi, lo si libera addirittura, in spregio al diritto internazionale. E, quel ch'è peggio, nascondendosi dietro fantomatiche motivazioni di persecuzione politica.

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