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Per vincere non è necessario abbassare le tasse. Servono le primarie

8 Giugno 2011 alle 14:34

Ammesso che sia possibile, liberalizzare, abbassare le tasse e riformare il fisco è utile a stimolare la crescita e ad avviare il vero risanamento del paese. Ma serve anche a vincere le elezioni? Sicuri che il centrodestra sia stato abbandonato da chi è sensibile alla questione fiscale? Chi teme le tasse non vota Pisapia e De Magistris, alle ultime elezioni sarà forse andato al mare ma alle politiche tornerà, basterà la paura che qualcun altro le aumenti. Chi ha abbandonato il centrodestra va cercato fra chi alle tasse è poco interessato: donne e cattolici delusi dal Rubygate, dipendenti statali colpiti dal taglio degli stipendi, uomini di destra allontanati dalla frattura con Fini, giovani che considerano il Cav. “bollito”, elettori meridionali spaventati da certe posizioni leghiste. Una riforma fiscale a saldi invariati, costretta a togliere ad alcuni per dare ad altri, non finirà col deludere i primi senza convincere i secondi? Temo sia così. Per conquistare donne e giovani ci vuole altro, un messaggio che li possa rassicurare del futuro, prima di tutto un nuovo linguaggio. Le primarie possono regalarcelo.

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