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Bisogna lottare contro i privilegi e le caste per far ripartirel’Italia

8 Giugno 2011 alle 15:15

Nel 2010 l’Italia è tornata a crescere. Infatti il Pil -Prodotto Interno Lordo- dell'economia italiana, dopo il -1,3 per cento del 2008 e il -5,2 per cento del 2009, nel 2010 è cresciuto dell’1,3 per cento. Ma molto meno di altri paesi europei. Come, ad esempio la Germania che, con un rapporto debito-pil nel 2009 al 73,5 per cento, ha potuto indebitarsi ulteriormente e destinare maggiori risorse allo sviluppo. L'Italia che, con la prima Repubblica si è indebitata altre misura, ipotecando a se stessa molta della sua crescita futura, è stata costretta a tenere “in ordine i conti”. Intanto per uscire dal tunnel dalla crisi, bisogna "tornare alla crescita". Ma come? Una sempre più efficace lotta all’evasione ed elusione potrebbe portare dei benefici. Ma non basta. Occorrono ingenti risorse per favorire lo sviluppo. Ora il rapporto debito-Pil, secondo alcune proiezioni, entro il 2011 salirà al 120 per cento E si dovrà ancora continuare con il rigore anche per centrare l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014. Fino all’anno scorso l’Italia si collocava tra i Paesi meno indebitati in ambito europeo grazie ai “risparmi dei privati”. Oggi, per la crisi, i risparmi delle famiglie si vanno sempre più riducendo. Quindi anche la soluzione, avanzata da alcuni economisti, dell’introduzione di una tantum sul patrimonio sembra non più fattibile. La riduzione delle imposte, di cui oggi tanto si parla, sembra una strada praticabile solo se bilanciata da una riduzione degli sprechi e dei costi della politica. Ora si punta sulla riduzione dei deputati. Mi sa tanto di demagogia! Bisogna lottare effettivamente contro i privilegi, le caste politiche ed attuare le riforme necessarie affinché l’Italia possa ripartire.

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