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Per Fabrizio Cicchitto

4 Giugno 2011 alle 16:00

Ha ragione nell’elencare i meriti del centro destra e la situazione internazionale che non ha aiutato lo svolgersi del programma. L’astensione, a Milano, indica soltanto delusione. A mio modo di vedere le ragioni della sconfitta si risolvono in due punti. L’assetto istituzionale invariato e lo spreco intonso. Una delle ragioni del successo PDL-Lega era proprio insito nella volontà di modificare il bicameralismo perfetto e alcuni articoli costituzionali, completando il passaggio dalla prima alla seconda repubblica. L’altra ragione, molto forte, era la volontà di eliminare sprechi e privilegi da terzo mondo che umilia questo paese. Accettare una pletora di Parlamentari, comuni sotto i quindici mila abitanti e province, non solo significa spreco, ma anche dispendio inutile di denaro utile per il rilancio dell’economia e ridurre progressivamente il debito pubblico. Le liberalizzazioni, altro tasto dolente non si sono viste, alcune a costo zero. E’ immorale assistere al licenziamento di lavoratori che contribuiscono alla ricchezza, quando mezzo milione di parassiti, annidati ovunque e pagati da noi, sono ancora li. Le aziende de localizzano o licenziano, e strangolate da un fisco iniquo non riescono ad agganciare la ripresa mondiale. Chi ha votato centro destra, ne ha preso atto nell’unico modo possibile: o cambiando partito, o in misura maggiore astenendosi lasciando campo libero agli avversari. Il partito liquido, all’Americana, ha in quel paese un radicamento con la base molto forte, attraverso le primarie. L’unica cosa invidiabile al PD è proprio questa, quindi la si addotti non solo per i sindaci ma anche per il leader del centro destra.

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