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Siamo sicuri che ci sia da festeggiare?

2 Giugno 2011 alle 13:00

Forse sono un po' prevenuta perché la mania di festeggiare, con volgarità, tracotanza e totale mancanza di stile, le sconfitte altrui, mi ispira solo un senso di compatimento. Tuttavia, ho fatto alcune riflessioni sul delirio festoso del dopo voto. Siamo sicuri che ci sia da stare allegri? L'avanzata rossa non può far bene ad un paese che ha bisogno di essere governato, di modernizzarsi e fare passi avanti, che ha bisogno di aumentare la ricchezza prodotta, non punirla, che deve assolutamente sburocratizzarsi e liberalizzarsi. Che deve tagliare gli sprechi ed aumentare la produttività, che ecessita di un serio e sostenibile piano energetico. Che ha bisono di una giustizia giusta e non politicizzata e della vera libertà di opinione e di espressione. Se questo vogliono gli Italiani, come fanno ad essere felici se quello che avanza è il vecchio, liquidato dalla storia, comunismo? Ps. Premetto, che non trovo giusto che gli Italiani residenti all'estero possano votare, sono curiosa di vedere come andrà a finire la faccenda del voto già espresso, su un quesito, reso obsoleto, grazie alla recente sentenza della Cassazione.

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