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Le normalità che fanno ripartire

2 Giugno 2011 alle 15:00

Nella schiera dei vincitori delle amministrative s’è insinuato il timore che il governo possa completare la legislatura. Non si spiega altrimenti la lamentosa, inutile e monotona richiesta di dimissioni. Poi L’Ufficio di Presidenza del PdL, con le sue prime mosse, tramuta il timore in paura. Allora, tanto per farsi coraggio, amplificano e magnificano il significato del cambiamento che Milano e Napoli avrebbero dato; senza capire che, se cambiamento sarà, saranno i primi a subirne le conseguenze. Però, contenti loro. Torniamo al PdL, non possiamo sapere, insondabili sono i recessi dell'animo umano, fino a che punto, tutti insieme, capiranno che la riconquista della credibilità e dei consensi perduti, passa attraverso la normalità delle cose da fare. La prima normalità riguarda il Cav, non può fare tutto da solo, è ora di dare gambe, fiducia ed autonomia a quelli, senza distinzioni di provenienza, che hanno creduto nel suo progetto, coinvolgendoli come responsabili e necessari protagonisti del nuovo corso. La seconda riguarda la Lega, anche Bossi, per sé e per i suoi, ha bisogno di un PdL normalizzato, affidabile, deciso e motivato, quanto più sarà così, tanto più i rapporti saranno sicuri, forti, convinti, i mal di pancia rientreranno. La coalizione ne ha tutto da guadagnare. La terza riguarda la tenuta della maggioranza, sarà automatica al realizzarsi compiuto delle prime due normalità. Ovvio che non sarà una passeggiata romantica, ci sono risentimenti, screzi e orgogli da considerare e risolvere, tutto quello che volete, ma una coalizione cui gli elettori hanno chiesto di governare, deve saper comporli nella volontà di un agire concorde. Agire concorde che produrrebbe così tanti musi lunghi, da trarne una tale soddisfazione che, solo per goderci quello spettacolo, sarebbe piacevole qualsiasi sacrificio si dovesse fare.

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