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Le ganasce di Yorik

2 Giugno 2011 alle 19:30

Berlusconi è schernito dai fanciulli insufflati dai miasmi scatofili dei guitti televisivi, che hanno insegnato ai pargoli della nazione a spalmare sulle labbra e la faccia propria ed altrui la loro amata nutella fecale nella irridente Paperissima pre e post elettorale. Su Internet viaggia già la celebrazione del funus comico di Berlusconi prodotto da Gianni Tirelli, improvvisatosi direttore del coro delle voci bianche per il sollazzo dei regicidi. Cesare non è ancora caduto stramazzato dal voto popolare che già i tirannicidi ne bevono non il sangue ma gli escrementi. In democrazia il reato di lesa maestà cade in desuetudine, e chiunque pensasse di ripristinarlo verrebbe stigmatizzato come nemico pubblico"...bastonabile.... bastonabilissimo". Eppure il buffone come il boia sono controfigure del potere, appartengono entrambe al ministero del principe, l'uno bilancia l'altro e il primo nel segreto delle stanze del re recita la stessa parte che il secondo tragicamente impersona sulla piazza. La democrazia ha mandato in pensione il boia e mantiene esosamente il buffone, con il risultato che il buffone è il vero boia, ma per il fatto che motteggia volgarmente secondo il desiderio della moltitudine pochi si accorgono che senza il principe il buffone è il vero tiranno. Berlusconi ha dimenticato che il potere del re risiede nella minaccia del boia mozzateste e si è sottomesso al potere dei buffoni che l'hanno tagliata a lui

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