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Common sense

2 Giugno 2011 alle 11:27

Va bene, allora mettiamola così: L'Istat (dato 2009) dice che il 95% delle imprese italiane (manifattura e servizi) occupa meno di 10 addetti per un totale di circa 18 Milioni di persone. Per il 65 per cento si tratta di ditte individuali (circa 3.5 milioni di persone). Costoro non avranno, verosimilmente, alcuna pensione. Non godono di ferie pagate, non esiste malattia, se perdono il lavoro, per loro non esiste cassa integrazione, nella stragrande maggioranza dei casi non ricorrono al servizio sanitario nazionale preferendo pagare le visite di tasca propria e/o accendendo una polizza assicurativa sanitaria famigliare. Se esistessero scuole private decenti pagherebbero pur di inviarvi i loro figli e toglierli dalla scuola pubblica "delle competenze", di cui farebbero volentieri a meno. Rimangono 14,5 milioni di persone occupate in ditte non individuali con meno di 10 addetti. In queste realtà, nelle quali l'impiegato tocca con mano la violenza subita quotidianamente da parte della pubblica amministrazione e dal fisco (inversione dell'onere della prova, pignoramenti, accertamenti sballati, controllo da stato poliziesco, sanzioni che raddoppiano quanto viene spacciato per accertamento, abolizione di fatto di ogni tutela giuridica, regolamenti che violano ogni norma costituzionale e di buonsenso etc.) la maggioranza degli addetti si schiera dalla parte del titolare dell'azienda. E' naturale, sono pagati meglio che in aziende grosse, corrono gli stessi rischi di perdere il lavoro che corre il titolare, ci sarebbe da stupirsi del contrario. Diamoci a metà e facciamo che 7 milioni di costoro fanno proprio il sentimento di avversione nei confronti dello stato e della sua politica fiscale. Totale, 10 milioni e mezzo circa di persone che non voteranno mai più un governo con Tremonti. O no? Solo l'ottimo Ostellino pare accorgersi di questo travone che ci oscura la vista.

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