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Voto irrazionale

1 Giugno 2011 alle 18:00

Una delle poche certezze sui processi cognitivi indica che usiamo le aree razionali del cervello quando dobbiamo affrontare una contraddizione, al fine di riflettere. Ma alcuni ricercatori della Emory university di Atlanta, poco prima delle presidenziali Usa del 2008 hanno condotto il seguente esperimento: tramite risonanza magnetica hanno scannerizzato il cervello di 15 sostenitori democratici e 15 repubblicani, alle prese con la lettura delle dichiarazioni programmatiche dei due leader degli opposti schieramenti. Dall’esperimento è emerso che quando si esamina il pensiero del leader del proprio partito, il processo di valutazione è del tutto emotivo e inconscio e quando si riesce a giustificare il candidato si attivano le aree del piacere, allo stesso modo di quando si assume una droga. Quando veniva letta la parte del documento in cui il proprio leader cadeva in contraddizione, aumentava l’attività dell’area del cervello deputata alla regolazione delle emozioni negative e al perdono, mentre restava sopita la parte della corteccia dedita ai ragionamenti razionali. Per i fedelissimi il pensiero politico assume un carattere prevalentemente emotivo: anche l’esito delle recenti elezioni è frutto di una totale irrazionalità. bravi davvero.

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