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Nemesi

1 Giugno 2011 alle 21:00

Il 25 aprile del 2009 Berlusconi, a Onna, per la prima volta festeggiò la Liberazione. La sua popolarità era al massimo dei consensi. Anche politici e giornalisti non amici riconobbero, in quel gesto, il suo ruolo di Presidente del Consiglio. A distanza di due anni di quel Berlusconi non è rimasto più niente. A partire dal caso Noemi e scendendo per le buie scale di una vita che si stava dissipando. Berlusconi fu avvinghiato nelle spire dei suoi nemici. Scandali, da provare ma ampiamente dibattuti su tutti i giornali, processi da far subito, Ruby un esempio per tutti, rimandati sine die ma mondialmente comunicati, ministri e collaboratori indagati e tutto il peggio che sia possibile riversare su una persona. Adesso una campagna elettorale di cui tutti abbiamo avvertito gli errori. Giuliano Ferrara continua ad incitarlo a ritrovare carisma e capacità governativa. Un colpo d'ala alla Berlusconi. Ma il nostro Berlusconi credo sia stanco. E ferito e preoccupato. Nessun uomo, anche se forte ed abituato a combattere, è immune da ferite che lasciano il segno. Ferite alla sua dignità, al suo orgoglio, ai suoi interessi economici, ai suoi affetti. Ferite che gli vengono da chi credeva amico, da chi, grazie a lui, ha solo avuto benefici e via dicendo. Io sono molto scettica su una rinascita, nell'immediato, di Berlusconi. Purtroppo manca il tempo per procrastinare decisioni e soluzioni. Gli avvoltoi volano già bassi. Basta guardare il viso del nostro sempre sorridente e amabile presidente del Consiglio per capire che qualcosa, dentro di lui, si è rotto. Mi auguro riesca a superare questo momento. Ma ne dubito.

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