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Il grande Cavaliere

1 Giugno 2011 alle 19:30

E’ il crepuscolo di Berlusconi, ne parlano tutti. Ma lo vogliamo dire che è un grande, magari nel bene e nel male, ma pur sempre un grande? E’ stato il migliore interprete del bipolarismo, ha dato una certa stabilità - ma vi ricordate quanto duravano prima i governi? – ha innovato la politica e messo mano a pensioni, mercato del lavoro, istruzione e, con il federalismo, forma dello stato, ha lottato come un titano contro poteri fortissimi e spesso ha vinto. Troppo poco? Certo, considerate premesse e promesse, perché la rivoluzione liberale non c’è stata e perché le pur cospicue forze non sono bastate per riformare la giustizia. Ma chi ha fatto di più? E chi farà di più? E i suoi critici vogliono andare oltre o cancellare quel “poco” che ha fatto? Come tutti i grandi deve tramontare, non fosse altro perché le primavere passano per tutti. Ben vengano quindi le proposte coraggiose, come quella del Direttore, per un tramonto sereno, per il partito e le idee che rappresenta, per andare avanti e non tornare indietro, ma il tiro al bersaglio a cui si continua ad assistere è ingiusto e ingeneroso.

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