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Dei delitti e delle pene

1 Giugno 2011 alle 20:30

Racket, prostituzione, immigrazione clandestina.… una bella organizzazione criminale ucraino – partenopea, insomma. Il pm aveva chiesto pene molto più severe, come sempre accade (perché, poi?). In ogni caso la sentenza dei giudici del collegio “A” – I Sez. Tribunale di Napoli ha inflitto 28 condanne. Ci piace qui - per ragioni di spazio- limitarci ai gentiluomini condannati come “referenti napoletani” dell’organizzazione: Aldo Astarita ha preso 4 anni; il “boss” Giuseppe Porreca (ritenuto esponente di spicco del clan Mazzarella, con precedenti dietro le sbarre e recente arresto per estorsione) “solo” 3 (pare sia stata esclusa l’aggravante dell’associazione mafiosa); Antonio De Muro, 3; Antonio Natrelli, 3 anni e mezzo. Questo si poteva leggere su “Il Giornale di Napoli” dell’11 maggio u.s.. Oggi leggiamo su tutti i giornali che altri pm, sempre napoletani, hanno chiesto 5 anni per Luciano Moggi, 5 anni per Paolo Bergamo, 4 anni per Innocenzo Mazzini, 4 anni e sei mesi per Pierluigi Pairetto, 3 anni e 8 mesi per Mariano Fabiani, etc. etc. Probabilmente i giudici saranno più clementi dei pm, come sempre accade (perché, poi?). Ma a noi resta una sola certezza: c’è una emergenza giustizia. E non è esattamente la stessa emergenza di cui si blatera al Csm...

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