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Vincere e poi?

31 Maggio 2011 alle 20:00

So di esprimere un'opinione cinica e criticabile (che anch'io avrei deplorato ai tempi in cui ero, diciamo, più idealista). Ci conveniva veramente vincere a Napoli? Da filo-napoletana, credo che chiunque abbia un'idea precisa dei problemi di Napoli non possa fare a meno di declinare il piacere di governarla. Non credo che a De Magistris importi molto di Napoli - se non gli importa molto né della giustizia (vedi Why Not?) né della coerenza (vedi questione immunità), né della ragione (vedi la dichiarazione che "Napoli è stata liberata"), cosa volete che gli importi di Napoli? Gli importa solo di se stesso. Se i napoletani vogliono De Magistris - ebbene, se lo tengano, e gli facciano pure scopare l'immondizia. Propongo che il governo non si immischi negli affari della città liberata. A Milano credo che ci fosse bisogno di ricambio - il centrodestra governava, bene o male, dall'elezione di Formentini, e ultimamente più che un governare era un trascinarsi, e non per sola colpa del sindaco Moratti, che avrebbe potuto far meglio ma non e' stata un cattivo sindaco. Anche qui: volete i salotti, gli architetti, i vip, gli intellettuali, i miliardari progressisti, i programmi fumosi e datati? Bene, teneteveli. Anzi, fate loro progettare campi nomadi e moschee, e fateli gestire dalla Curia locale. Il vincitore di Waterloo, Wellington, disse che c'era solo una cosa peggiore del perdere una battaglia: vincerla. Al di la di tutto, la campagna elettorale è una cosa e il governo delle città è un'altra. Le cose da fare sono le cose da fare, chiunque governi. Magari De Magistris e Pisapia faranno bene, speriamolo e auguriamoglielo. Fra quattro anni ci sono altre elezioni. Quattro anni passano presto - speriamo che siano sufficienti per un bell'esame di coscienza da parte degli sconfitti. Suggerisco di prendere a modello per la ricostruzione la nazionale di calcio tedesca...

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